Sevel e rischi dell’Automotive: risolvere i problemi per vincere la sfida
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Rischi e problemi per la Sevel, e in generale per l'indotto automotive esistono, inutile negarlo; ma non si può parlare di crisi per un'azienda che mantiene 15 turni lavorativi e ha qualche ritardo dovuto alle mancate forniture di materie prime, che rappresentano un problema mondiale.

Il tema centrale, piuttosto, è affrontare la sfida, per risolvere problemi che esistono da anni. Così facendo, ognuno con le proprie competenze e con il proprio impegno, è possibile continuare a guardare il futuro con ottimismo e propositività. Senza dimenticare una preziosissima risorsa che abbiamo a disposizione: le competenze, che possono fare la differenza rispetto a stabilimenti 'copia' o altri rischi: per questo è necessario lavorare insieme alle scuole per il reskilling e l'upskilling dei lavoratori, per formare tecnici specializzati e altamente qualificati.   

Questo, in sintesi, il punto di vista del direttore del Polo Innovazione Automotive, Raffaele Trivilino, intervistato dal Tgr Abruzzo.

L’automotive, in Abruzzo, rappresenta una realtà consolidata i cui numeri sono di tutto rilievo per l’economia regionale; oltre 8 miliardi di fatturato, 25.000 addetti con esportazioni che rappresentano il 55% di quelle dell’Abruzzo. Il settore rappresenta un tesoro per la Regione che interessa l’intero territorio anche se con una concentrazione nella provincia di Chieti; lo sviluppo è partito ormai 50 anni fa con la Honda e poi con la SEVEL e man mano con altre imprese e ha raggiunto livelli di sviluppo importanti grazie al contributo dei lavoratori, imprenditori manager, Enti, sistema dell’istruzione, cittadini.

Ci sono alcuni casi che hanno problemi, come Denso e Pilkington, alcune aree soffrono ma non ci dobbiamo allarmare; ci dobbiamo preoccupare.

  • L’intero settore automotive ha tanti problemi congiunturali e strutturali Congiunturali legati ai componenti carenti perché nel tempo abbiamo delocalizzato in Asia; questo ci interessa direttamente perché la SEVEL è stata costretta a ridurre la produzione di circa il 15-20% con conseguenti ricadute negative
  • Strutturali legati alla eccessiva capacità produttiva mondiale e alla transizione elettrica dei veicoli; in merito a quest’ultima avremo una rivoluzione nei propulsori, nelle trasmissioni e in tante altre parti del veicolo che saranno completamente diversi. Ciò rischia di provocare un impatto fortemente negativo (-20-30%) su fatturati e occupazione. PER FORTUNA IN ABRUZZO NON PRODUCIAMO QUESTE COMPONENTI MA PRODUCIAMO ESSENZIALMENTE PARTI DEL BODY E FACCIAMO ASSEMBLAGGIO; QUINDI PREOCCUPAZIONE MA NON ALLARMISMO

Certo c’è il problema Polonia, ma con un mercato favorevole c’è spazio per tutti, come ha sottolineato l’AD Tavares. Basta pensare a come stanno soffrendo altre aree del paese come la Lombardia, Piemonte, Veneto, Cassino, dove si produce due giorni alla settimana, o Melfi, dove è rimasta una sola linea, o anche Torino e Grugliasco.

Allora cosa fare?? E’ importante prendere coscienza che siamo ormai in una competizione non solo Italiana, ma in una Europea e mondiale dove oltre all’America c’è anche l’Asia; ciò significa che dobbiamo valutare la nostra competitività in rapporto agli altri e capire i nostri punti di forza e debolezza. Dobbiamo fare un tagliando ed esaminare tutti gli elementi per intervenire ognuno con il proprio contributo, al fine di mantenere questo tesoro che abbiamo, perché se non facciamo uno sforzo importante potremo perdere attività.

Quali sono i punti di forza?

Tra i punti di forza c’è da segnalare il nostro livello di competenze e la capacità di essere flessibili e che altri competitor non sono spesso come noi; ma è indispensabile un aggiornamento continuo. Anche le nostre tecnologie, specie nelle grandi imprese, sono avanzate; ma le tecnologie si comprano facilmente.

E i punti di debolezza?

Tra i punti di debolezza segnaliamo, in sintesi:

  • le infrastrutture, con le strade provinciali problematiche,
  • la logistica, da migliorare specie con l’operatività (ferrovia e porti),
  • i servizi territoriali, costi dell’acqua e gestione delle acque piovane frequenti micro interruzioni della fornitura di energia elettrica, la connettività,
  • la tassazione locale, es. IMU,
  • la percentuale media di presenze dei lavoratori in azienda.

A questi si aggiungono problemi di carattere nazionale, quali tassazione sui redditi e sul lavoro e la burocrazia. Altro tema importante è l’energia e la connettività e quindi Terna ed ENEL con cui la Regione ha già in corso un’interlocuzione. Ci sarà anche un confronto con i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori per discutere di relazioni e di efficienza determinante per la competitività, riaprendo quindi il tavolo della competitività automotive per fare un monitoraggio costante della situazione.

Bisogna preoccuparsi perché il futuro è complesso. I prossimi tre-cinque anni saranno determinati per il futuro dell’automotive in Abruzzo. Non c’è tempo da perdere. E’ una sfida che riguarda tutti gli attori; la regione non può fare da sola. Tutti insieme, coscienti e propositivi, in una sfida che può vederci tutti vincenti. Non dobbiamo fare lo scarica barile e ognuno si deve assumere le proprie responsabilità!!!

Di seguito, gli interventi di Trivilino al Tgr Abruzzo del 20.12.21 e a Buongiorno Regione del 21.12.21.

 

 

 

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