Finanziaria 2021-23, gli incentivi alle aziende
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LEGGE 30 dicembre 2020, n. 178 - Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, agevolazioni per le imprese relative a investimenti e occupazione.

La Manovra prevede alcune modifiche al Piano Nazionale Transizione 4.0 ed altri benefici fiscali per il triennio 2021-2023. L’obiettivo è quello di sostenere imprese, impegnate a fronteggiare l’emergenza sanitaria, valorizzare il Made in Italy e risollevare l’economia nazionale.

Di seguito alcuni stralci del Piano.

Per i dettagli, le specifiche e i criteri di validità/esclusione delle norme, vedere allegato.

 

  1. Misure fiscali per il lavoro - Incintivi per la nuova occupazione giovanile e femminile - Per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, l’esonero contributivo è riconosciuto nella misura del 100 per cento, per un periodo massimo di 48 mesi (per le aziende abruzzesi), nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

 

  1. Fiscalità di vantaggio per il lavoro – Decontribuzione Sud estesa fino al 2029, modulato come segue:
  2. a) in misura pari al 30 per cento dei complessivi contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  3. b) in misura pari al 20 per cento dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
  4. c) in misura pari al 10 per cento dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

 

  1. Rilancio degli investimenti privati per rafforzare investimenti e innovazione

 

  1. Rinnovo del Credito d’imposta investimenti Sud - Gli oneri derivanti dai commi da 98 a 107 sono valutati in 617 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 e in 1.053,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

 

  1. Agevolazioni fiscali per nuovi insediamenti in aree ZES - Per le imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica nelle Zone economiche speciali (ZES) l’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell’attività nella ZES è ridotta del 50 per cento a decorrere dal periodo d’imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i sei periodi d’imposta successivi.

 

  1. “Credito d’imposta ricerca e sviluppo” potenziato al Sud – Per le imprese abruzzesi, il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo spetta, per gli anni 2021 e 2022, alle seguenti categorie di imprese: nella misura del 25 per cento per le grandi imprese, che occupano almeno duecentocinquanta persone e il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro; nella misura del 35 per cento per le medie imprese, che occupano almeno cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro, e nella misura del 45 per cento per le piccole imprese, che occupano meno di cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

 

  1. Ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno – E’ promossa la costituzione di Ecosistemi dell’innovazione, attraverso la riqualificazione o la creazione di infrastrutture materiali e immateriali per lo svolgimento di attività di formazione, ricerca multidisciplinare e creazione di impresa, con la collaborazione di università, enti di ricerca, imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni del Terzo settore.

 

  1. Transizione 4.0: Credito d’imposta per beni strumentali nuovi, Ricerca e Formazione - A tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, è riconosciuto un credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dai commi da 1052 a 1058, in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.

 

  1. Innovazione e coesione territoriale - La Legge di Bilancio stanzia inoltre 750 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2023 per finanziare – con il supporto di Invitalia - investimenti ad alto contenuto tecnologico (art. “Innovazione e coesione territoriale”).

 

ALLEGATI



Leggebilancio21_allegato

Allegato A della legge 232 del 2016

AllegatoB_CIRCOLARE_N_4_DEL_30-03-2017.pdf
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