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Il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha realizzato un Documento relativo alla Programmazione della politica di coesione 2021-2027, scaturito dal Tavolo  “Un’Europa più intelligente”.

Il documento restituisce in forma sintetica i principali contenuti della discussione e gli esiti del confronto partenariale tenutosi nell’ambito del Tavolo. Tale confronto è avvenuto in cinque riunioni tenutesi a Roma fra maggio e settembre 2019, ed ha previsto la raccolta di contributi scritti compilati dalla maggioranza dei partner pubblici e privati.

In particolare, rispetto al tema delle politiche per la Ricerca-Innovazione e Competitività, è emersa l’esigenza di semplificare le modalità di intervento delle politiche per la ricerca, l’innovazione e la competitività allo scopo di agevolarne la fruibilità da parte delle imprese.
Si posso quindi ipotizzare due tipologie di intervento:
  • i fondi potranno essere indirizzati verso progetti di ricerca e sviluppo di grande, media e piccola dimensione massimizzando le fonti (UE, MISE-MIUR, Fondi strutturali)
  • i fondi potranno essere indirizzati verso progetti di innovazione di processo/prodotto di ridotta entità con procedure semplici e veloci.
Perciò più che parlare di Grandi Imprese e PMI, dovremo parlare di imprese orientate alla ricerca e imprese poco orientate.


Le modalità di intervento su cui si è concentrata maggiormente la discussione e su cui diversi componenti del partenariato, nonché della compagine istituzionale di Regioni e Ministeri hanno espresso posizioni anche fra loro divergenti, sono dunque riconducibili a due categorie:
  • misure fortemente selettive e specialistiche come quelle volte a promuovere ricerca industriale, trasferimento tecnologico e a sviluppare tecnologie abilitanti, o pensate per rispondere a necessità e tipicità proprie di specifiche regioni e territori;
  • azioni ad ampio spettro relativamente semplici perché fortemente standardizzate, come ad esempio le misure automatiche.

Un rafforzamento dei collegamenti fra istituzioni della ricerca e aziende può essere promosso attraverso diversi tipi di misure: in primis il finanziamento di posizioni di ricercatori a cavallo fra università e impresa, come i dottorati industriali, o attraverso il sostegno alla ricerca industriale di tipo collaborativo. Con riguardo ai dottorati a vocazione industriale emerge una chiara richiesta di continuità delle esperienze in corso di livello sia regionale che nazionale, pur con gli aggiustamenti ed i miglioramenti suggeriti dall’esperienza, e si segnala l’opportunità di collegare tali interventi con le misure di incentivazione all’attività di ricerca e sviluppo rivolte alle imprese. Con riguardo ai progetti di ricerca collaborativa che coinvolgono istituti di ricerca e gruppi di imprese è stata manifestata l’esigenza di ridurne in alcuni casi la complessità, anche abbassando la soglia minima nel numero di partner richiesti, che è uno dei principali fattori che ne ostacolano l’attuazione.

Si richiede che le politiche di coesione adottino una definizione ampia dell’innovazione che si propongono di promuovere. Il perimetro delle attività di innovazione meritevoli di sostegno pubblico, perché generatrici di esternalità, non deve essere circoscritto ai soli aspetti scientifici e tecnologici più avanzati, ma comprendere anche forme di innovazione incrementale proprie delle Micro e Piccole imprese, di innovazione nelle attività produttive in termini di efficienza ambientale, di innovazione sociale e organizzativa.

Al fine di allargare la platea delle imprese interessate da processi di innovazione formalizzati, da un lato sono state proposte forme di intervento standardizzate a carattere automatico come il credito d’imposta per attività di R&S, attivabili da ciascun livello istituzionale, migliorate nei meccanismi attuativi in base all’esperienza fin qui maturata al fine di preservare la qualità della spesa e salvaguardare la coerenza degli interventi con la logica delle politiche di Coesione. Dall’altro sono state suggerite modalità di intervento più mirate come gli audit tecnologici aziendali e la creazione di spazi (fisici o virtuali) d’incontro fra soggetti con ruoli diversi: piccole aziende come le start up, fornitori di servizi avanzati, partner finanziari, etc.

Ecco il Documento completo: Tav.1_Sintesi esiti partenariato