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Questa settimana abbiamo intervistato Silvio Di Lorenzo, presidente del Polo Innovazione Automotive. Con Di Lorenzo - che ha recentemente partecipato a un convegno a Torino sulla componentistica auto - abbiamo affrontato diverse tematiche, dall'analisi del mercato del settore alle prospettive future, rispetto al contesto nazionale e internazionale, ma anche locale. E abbiamo scoperto che la strada intrapresa dal Polo di Innovazione Automotive si sta rivelando quella giusta...

Silvio Di Lorenzo, presidente del Polo Innovazione Automotive

Silvio Di Lorenzo, presidente del Polo Innovazione Automotive

C’era anche il Polo di Innovazione Automotive al convegno che si è svolto lo scorso 7 maggio a Torino, sul tema “Quali prospettive per la Componentistica italiana nel contesto internazionale? Limiti e opportunità”, organizzato dal Gruppo Componenti ANFIA (Associazione nazionale filiera industria componentistica).

Nel corso del convegno - durante il quale si è fatto il punto sullo stato del mercato italiano, con particolare riferimento alla componentistica auto – sono stati fatti diversi riferimenti al Polo Innovazione Automotive d’Abruzzo, alle aziende che lo compongono e ai progetti di ricerca che lo coinvolgono. Per questo abbiamo chiesto al presidente del Polo, Silvio Di Lorenzo, presente a Torino, di raccontarci come è andata.

1) Presidente Di Lorenzo, lei ha partecipato al convegno di Torino del 7 maggio scorso. Può raccontarci, in breve, cosa è emerso dai vari interventi?

Il convegno ha analizzato lo stato dell’arte relativo alla componentistica auto e affrontato le prospettive di mercato nel contesto internazionale, cercando di evidenziare tanto i limiti, quanto le opportunità. In particolare, si sono alternati numerosi relatori del settore, con una tavola rotonda finale che ha facilitato un positivo confronto diretto tra le imprese. In generale, credo si sia trattato di un dibattito estremamente costruttivo, nel corso del quale abbiamo analizzato lo stato della situazione del settore, che pur vivendo un momento delicatissimo, intravede comunque una possibilità di rilancio.

2) Nel corso del dibattito si è parlato della crisi del mercato, delle vendite in calo e della contrazione della produzione del settore auto. Allo stesso tempo, però, è stato messo in evidenza come il comparto della componentistica regga, nonostante le difficoltà.

Dagli ultimi dati esaminati nel convegno di Torino, emerge che pur trovandoci in un contesto di forte difficoltà per il comparto automotive e per l'economia in generale, il settore della componentistica italiano auto vede una qualche forma di ripresa. In particolare, nel 2012 il valore delle esportazioni di componenti per autoveicoli è stato di 18,1 miliardi di euro, in calo del 5,3% rispetto al 2011, ma il saldo è rimasto attivo, pari a 7,5 miliardi di euro grazie alla flessione delle importazioni del 10%.

Segnali positivi sono arrivati nel primo trimestre del 2012, quando le esportazioni hanno registrato una crescita dell'1,8%, mentre nel II, III e IV trimestre i flussi di export hanno subito contrazioni progressive rispettivamente del 5,1%, dell'8,7% e del 9,7% rispetto agli analoghi trimestri 2011. Si tratta ovviamente di dati di ripresa ancora ‘timidi’, ma comunque significativi.

3) Quali sono stati gli interventi più incisivi del convegno, in particolare rispetto al ruolo del Polo Innovazione Automotive nel contesto nazionale e internazionale?

Tra i relatori che si sono susseguiti a Torino, c’è stato Alfredo Altavilla – COO della Regione EMEA & Head Business Development Fiat-Chrysler – il quale ha tracciato un’analisi lucida del futuro del settore. In particolare, Altavilla ha ribadito l’esigenza di non produrre esclusivamente auto low cost, ma di ‘scommettere’ su vetture di gamma. Seguendo questa strada, infatti, è possibile prediligere tecnologie e innovazioni radicali; in questo modo si privilegia il ricorso al sistema della ricerca e del trasferimento tecnologico, al quale il Polo Innovazione Automotive sta dedicando da anni la propria mission.

Un momento del convegno (foto Co2Motori)

Un momento del convegno di Torino (foto Co2Motori)

4) Altavilla ha anche fatto un riferimento all’Abruzzo?

Sì, nel corso del suo intervento il manager Chrysler ha citato la Susta, azienda consorziata del Polo e attiva in uno dei nostri progettiDefcom. In particolare, ha preso ad esempio questa realtà abruzzese (di Castellalto) come impresa di eccellenza per lo stampaggio in alluminio. Altavilla, infatti, ha detto che il gruppo Fiat/Chrysler ha scelto di rimanere competitivo, continuando a produrre in Italia, anche grazie alle eccellenze di questo Paese - tra le quali appunto la Susta - che collaborano tra loro e sono da tempo protagoniste di un comune processo di innovazione e sviluppo tecnologico.

5) Sulla base di quanto emerso nel convegno di Torino, e più in generale della sua esperienza, quali sono i ragionamenti che si possono fare rispetto alla componentistica auto?

E’ inutile negare che le difficoltà che sta vivendo il sistema generale hanno gravi ripercussioni anche su questo comparto. Nel 2012, il mercato si è ridotto di quasi il 20% rispetto all’anno precedente e del 44% rispetto al 2007, riportandosi sui livelli del 1979, ed è prevista una lieve flessione (il 10% circa) anche per il 2013.  Ma, come abbiamo visto, in un quadro così critico la componentistica è riuscita comunque ad ottenere una buona performance.

Da quanto emerso a Torino, sono tre le leve fondamentali per la ripresa: continuare a puntare su creatività e innovazione di prodotto e di processo; incentivare il sistema dell’aggregazione delle imprese, affinché un tessuto imprenditoriale costituito in gran parte da PMI abbia una struttura adeguata ad affrontare i mercati internazionali; puntare sull’internazionalizzazione come opportunità sia sul fronte dell’export, sia su quello della localizzazione nei mercati ad alta crescita.

Nel corso del convegno, infine, Mauro Ferrari, presidente del Gruppo Componenti ANFIA, ha rilanciato la proposta di istituire una Consulta dell’Automotive, cioè una task force operativa partecipata da Ministeri e soggetti operanti nel settore automotive, con l’obiettivo di definire un piano strategico di medio periodo per il comparto.

L'intervento di Mauro Ferrari, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA (foto Ansa)

L'intervento di Mauro Ferrari, Presidente Gruppo Componenti Anfia (foto Ansa)

6) Qual è, in particolare, la situazione in Abruzzo? C’è un indotto all’avanguardia con tecnologie importanti? E’ possibile fare una scommessa su ricerca, innovazione e competenza?

L’Abruzzo è una realtà importante per il mercato auto e in particolare nel settore del veicolo commerciale. La nostra regione, e in particolare la Provincia di Chieti, è infatti costellata di tante  imprese che danno vitalità al sistema Automotive; esiste anche un indotto di inestimabile valore per le due principali aziende, Sevel (gruppo Fiat) e Honda, presenti in Val di Sangro.

Certo, anche noi subiamo pesantemente la crisi, ma i numeri restano significativi: in termini economici il Sistema delle Imprese automotive occupa circa 30.000 addetti, di cui 25.000 in provincia di Chieti. Il fatturato è di 7/8 miliardi di euro, pari al 20% del settore manifatturiero e rappresenta circa il 50% dell’export della Regione Abruzzo.

Proprio questi numeri rappresentano la nostra forza, e per questo non possiamo e non dobbiamo ‘mollare’, ma anzi dobbiamo continuare a scommettere su ricerca, innovazione e competenze. La sfida è nella capacità di realizzare prodotti a più alto valore aggiunto, che riducano gli spazi per i competitor, e la nostra arma vincente è l’incremento sostanziale delle competenze/conoscenze e la specializzazione del comparto produttivo.

7) Altro elemento di soddisfazione per il Polo a Torino è stato il riferimento alla ‘rete’ come esempio positivo di collaborazione e cooperazione.

Esattamente, è stato molto apprezzato il modello di cooperazione tra le imprese del Polo Automotive per creare innovazione. Aldo Bonomi, vice presidente Confindustria per le Reti d’impresa, per esempio, ha descritto lo stato attuale e le future potenzialità di questo innovativo strumento di aggregazione, sottolineando che è proprio grazie alla rete che le imprese possono realizzare progetti, attività e azioni finalizzate all’internazionalizzazione o l’export che difficilmente possono essere svolte individualmente all’estero.

Questo sistema di fare rete rappresenta esattamente la mission del Polo Innovazione d’Abruzzo, che consiste proprio nella capacità di incoraggiare le interazioni tra le imprese e contribuire allo sviluppo della ricerca-innovazione, nuove tecnologie, messa in rete e diffusione delle informazioni.

8) Volendo tracciare un bilancio dell’esperienza del Polo, possiamo quindi dire che la strada intrapresa si sta rivelando giusta nel contesto nazionale e internazionale? E per quanto riguarda il contesto locale, secondo lei è stata compresa e apprezzata questa scelta?

Per quanto riguarda il contesto nazionale ed europeo, possiamo senz’altro affermare che questo sistema di reti di imprese si sta affermando come la strategia vincente per tentare di competere con il mercato internazionale. La collaborazione, la cooperazione, lo scambio di informazioni, conoscenze e competenze e il trasferimento tecnologico sono gli strumenti che stanno permettendo al Polo Innovazione Automotive, e agli altri Poli, di produrre innovazione e ricerca in un mercato indubbiamente competitivo e difficile.

Per questi motivi posso senz’altro affermare che la strada che abbiamo intrapreso nel 2008, quando ha preso vita il Programma Innovazione Automotive, si sta rivelando quella giusta. A livello locale la reattività è più lenta, probabilmente dovuta al momento difficile che stiamo attraversando. La nostra sfida, però, è anche questa: dimostrare, a noi stessi e agli altri, che condividendo esperienze, conoscenze e competenze, possiamo produrre un valore aggiunto che avrà ripercussioni positive sull’intero territorio e sul suo tessuto economico, sociale e culturale.

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Questa settimana abbiamo intervistato Silvio Di Lorenzo, presidente del Polo Innovazione Automotive. Con Di Lorenzo - che ha recentemente partecipato a un convegno a Torino sulla componentistica auto - abbiamo affrontato diverse tematiche, dall'analisi del mercato del settore alle prospettive future, rispetto al contesto nazionale e internazionale, ma anche locale. E abbiamo scoperto che la strada intrapresa dal Polo di Innovazione Automotive si sta rivelando quella giusta...

Silvio Di Lorenzo, presidente del Polo Innovazione Automotive

Silvio Di Lorenzo, presidente del Polo Innovazione Automotive

C’era anche il Polo di Innovazione Automotive al convegno che si è svolto lo scorso 7 maggio a Torino, sul tema “Quali prospettive per la Componentistica italiana nel contesto internazionale? Limiti e opportunità”, organizzato dal Gruppo Componenti ANFIA (Associazione nazionale filiera industria componentistica).

Nel corso del convegno - durante il quale si è fatto il punto sullo stato del mercato italiano, con particolare riferimento alla componentistica auto – sono stati fatti diversi riferimenti al Polo Innovazione Automotive d’Abruzzo, alle aziende che lo compongono e ai progetti di ricerca che lo coinvolgono. Per questo abbiamo chiesto al presidente del Polo, Silvio Di Lorenzo, presente a Torino, di raccontarci come è andata.

1) Presidente Di Lorenzo, lei ha partecipato al convegno di Torino del 7 maggio scorso. Può raccontarci, in breve, cosa è emerso dai vari interventi?

Il convegno ha analizzato lo stato dell’arte relativo alla componentistica auto e affrontato le prospettive di mercato nel contesto internazionale, cercando di evidenziare tanto i limiti, quanto le opportunità. In particolare, si sono alternati numerosi relatori del settore, con una tavola rotonda finale che ha facilitato un positivo confronto diretto tra le imprese. In generale, credo si sia trattato di un dibattito estremamente costruttivo, nel corso del quale abbiamo analizzato lo stato della situazione del settore, che pur vivendo un momento delicatissimo, intravede comunque una possibilità di rilancio.

2) Nel corso del dibattito si è parlato della crisi del mercato, delle vendite in calo e della contrazione della produzione del settore auto. Allo stesso tempo, però, è stato messo in evidenza come il comparto della componentistica regga, nonostante le difficoltà.

Dagli ultimi dati esaminati nel convegno di Torino, emerge che pur trovandoci in un contesto di forte difficoltà per il comparto automotive e per l'economia in generale, il settore della componentistica italiano auto vede una qualche forma di ripresa. In particolare, nel 2012 il valore delle esportazioni di componenti per autoveicoli è stato di 18,1 miliardi di euro, in calo del 5,3% rispetto al 2011, ma il saldo è rimasto attivo, pari a 7,5 miliardi di euro grazie alla flessione delle importazioni del 10%.

Segnali positivi sono arrivati nel primo trimestre del 2012, quando le esportazioni hanno registrato una crescita dell'1,8%, mentre nel II, III e IV trimestre i flussi di export hanno subito contrazioni progressive rispettivamente del 5,1%, dell'8,7% e del 9,7% rispetto agli analoghi trimestri 2011. Si tratta ovviamente di dati di ripresa ancora ‘timidi’, ma comunque significativi.

3) Quali sono stati gli interventi più incisivi del convegno, in particolare rispetto al ruolo del Polo Innovazione Automotive nel contesto nazionale e internazionale?

Tra i relatori che si sono susseguiti a Torino, c’è stato Alfredo Altavilla – COO della Regione EMEA & Head Business Development Fiat-Chrysler – il quale ha tracciato un’analisi lucida del futuro del settore. In particolare, Altavilla ha ribadito l’esigenza di non produrre esclusivamente auto low cost, ma di ‘scommettere’ su vetture di gamma. Seguendo questa strada, infatti, è possibile prediligere tecnologie e innovazioni radicali; in questo modo si privilegia il ricorso al sistema della ricerca e del trasferimento tecnologico, al quale il Polo Innovazione Automotive sta dedicando da anni la propria mission.

Un momento del convegno (foto Co2Motori)

Un momento del convegno di Torino (foto Co2Motori)

4) Altavilla ha anche fatto un riferimento all’Abruzzo?

Sì, nel corso del suo intervento il manager Chrysler ha citato la Susta, azienda consorziata del Polo e attiva in uno dei nostri progettiDefcom. In particolare, ha preso ad esempio questa realtà abruzzese (di Castellalto) come impresa di eccellenza per lo stampaggio in alluminio. Altavilla, infatti, ha detto che il gruppo Fiat/Chrysler ha scelto di rimanere competitivo, continuando a produrre in Italia, anche grazie alle eccellenze di questo Paese - tra le quali appunto la Susta - che collaborano tra loro e sono da tempo protagoniste di un comune processo di innovazione e sviluppo tecnologico.

5) Sulla base di quanto emerso nel convegno di Torino, e più in generale della sua esperienza, quali sono i ragionamenti che si possono fare rispetto alla componentistica auto?

E’ inutile negare che le difficoltà che sta vivendo il sistema generale hanno gravi ripercussioni anche su questo comparto. Nel 2012, il mercato si è ridotto di quasi il 20% rispetto all’anno precedente e del 44% rispetto al 2007, riportandosi sui livelli del 1979, ed è prevista una lieve flessione (il 10% circa) anche per il 2013.  Ma, come abbiamo visto, in un quadro così critico la componentistica è riuscita comunque ad ottenere una buona performance.

Da quanto emerso a Torino, sono tre le leve fondamentali per la ripresa: continuare a puntare su creatività e innovazione di prodotto e di processo; incentivare il sistema dell’aggregazione delle imprese, affinché un tessuto imprenditoriale costituito in gran parte da PMI abbia una struttura adeguata ad affrontare i mercati internazionali; puntare sull’internazionalizzazione come opportunità sia sul fronte dell’export, sia su quello della localizzazione nei mercati ad alta crescita.

Nel corso del convegno, infine, Mauro Ferrari, presidente del Gruppo Componenti ANFIA, ha rilanciato la proposta di istituire una Consulta dell’Automotive, cioè una task force operativa partecipata da Ministeri e soggetti operanti nel settore automotive, con l’obiettivo di definire un piano strategico di medio periodo per il comparto.

L'intervento di Mauro Ferrari, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA (foto Ansa)

L'intervento di Mauro Ferrari, Presidente Gruppo Componenti Anfia (foto Ansa)

6) Qual è, in particolare, la situazione in Abruzzo? C’è un indotto all’avanguardia con tecnologie importanti? E’ possibile fare una scommessa su ricerca, innovazione e competenza?

L’Abruzzo è una realtà importante per il mercato auto e in particolare nel settore del veicolo commerciale. La nostra regione, e in particolare la Provincia di Chieti, è infatti costellata di tante  imprese che danno vitalità al sistema Automotive; esiste anche un indotto di inestimabile valore per le due principali aziende, Sevel (gruppo Fiat) e Honda, presenti in Val di Sangro.

Certo, anche noi subiamo pesantemente la crisi, ma i numeri restano significativi: in termini economici il Sistema delle Imprese automotive occupa circa 30.000 addetti, di cui 25.000 in provincia di Chieti. Il fatturato è di 7/8 miliardi di euro, pari al 20% del settore manifatturiero e rappresenta circa il 50% dell’export della Regione Abruzzo.

Proprio questi numeri rappresentano la nostra forza, e per questo non possiamo e non dobbiamo ‘mollare’, ma anzi dobbiamo continuare a scommettere su ricerca, innovazione e competenze. La sfida è nella capacità di realizzare prodotti a più alto valore aggiunto, che riducano gli spazi per i competitor, e la nostra arma vincente è l’incremento sostanziale delle competenze/conoscenze e la specializzazione del comparto produttivo.

7) Altro elemento di soddisfazione per il Polo a Torino è stato il riferimento alla ‘rete’ come esempio positivo di collaborazione e cooperazione.

Esattamente, è stato molto apprezzato il modello di cooperazione tra le imprese del Polo Automotive per creare innovazione. Aldo Bonomi, vice presidente Confindustria per le Reti d’impresa, per esempio, ha descritto lo stato attuale e le future potenzialità di questo innovativo strumento di aggregazione, sottolineando che è proprio grazie alla rete che le imprese possono realizzare progetti, attività e azioni finalizzate all’internazionalizzazione o l’export che difficilmente possono essere svolte individualmente all’estero.

Questo sistema di fare rete rappresenta esattamente la mission del Polo Innovazione d’Abruzzo, che consiste proprio nella capacità di incoraggiare le interazioni tra le imprese e contribuire allo sviluppo della ricerca-innovazione, nuove tecnologie, messa in rete e diffusione delle informazioni.

8) Volendo tracciare un bilancio dell’esperienza del Polo, possiamo quindi dire che la strada intrapresa si sta rivelando giusta nel contesto nazionale e internazionale? E per quanto riguarda il contesto locale, secondo lei è stata compresa e apprezzata questa scelta?

Per quanto riguarda il contesto nazionale ed europeo, possiamo senz’altro affermare che questo sistema di reti di imprese si sta affermando come la strategia vincente per tentare di competere con il mercato internazionale. La collaborazione, la cooperazione, lo scambio di informazioni, conoscenze e competenze e il trasferimento tecnologico sono gli strumenti che stanno permettendo al Polo Innovazione Automotive, e agli altri Poli, di produrre innovazione e ricerca in un mercato indubbiamente competitivo e difficile.

Per questi motivi posso senz’altro affermare che la strada che abbiamo intrapreso nel 2008, quando ha preso vita il Programma Innovazione Automotive, si sta rivelando quella giusta. A livello locale la reattività è più lenta, probabilmente dovuta al momento difficile che stiamo attraversando. La nostra sfida, però, è anche questa: dimostrare, a noi stessi e agli altri, che condividendo esperienze, conoscenze e competenze, possiamo produrre un valore aggiunto che avrà ripercussioni positive sull’intero territorio e sul suo tessuto economico, sociale e culturale.

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